Vuoi lavorare in B2B o B2C?

 

Quando hai deciso di avere in prodotto finito, se ancora non lo hai già, devi porre molta attenzione a che tipo di pubblico ti stai riferendo.

Ricorda però che quando dico prodotti finito non intendo solo la trasformazione di stato, da materia prima a prodotto, ad esempio da pomodoro a salsa, ma anche una selezione, calibrazione e imbustamento del prodotto pronto per la vendita al pubblico, un esempio per tutti sono le banane Chiquita, che di fatto non sono trasformate nello stato ma ugualmente pronte per il mercato.

Negli articoli passati abbiamo parlato di concentrarsi su una nicchia di mercato e di esserne il leader e dominare questa nicchia.

Ancora dobbiamo fare una distinzione che diventa fondamentale alla scelta della diversa tipologia di clienti che volgiamo servire.

Per prima cosa devi sapere se vuoi lavorare in B2B o in B2C.

Lavorare in B2B significa lavorare con altre aziende che a loro volta possono rivendere il prodotto o trasformarlo, in questo caso parlo di ristoratori che comprano le tue salse o marmellate e ne fanno il loro condimento o dolci da servire ai loro clienti.

Chiaramente è possibile lavorare con entrambi, ma devi spere che ti devi rivolgere a loro con un messaggio che parli la loro stessa lingua, il loro slang affinché venga capito e compreso.

Parlare con i consumatore nel tuo marketing è profondamente diverso che parlare con altre aziende.

Non pensare che con un unico messaggio “prendi” tutti.

Ogni categoria di persone ha un modo di parlare diverso, utilizza degli aggettivi e dei termini che rientrano nella stessa categoria.

Parlare con gli stessi aggettivi e parole che usa il tuo target di riferimento ti farà sentire uno di  ”loro”, uno di cui si possono fidare e di conseguenza possono comprare da te quello che produci e trasformi.

Chiaramente, per ogni target che hai deciso di “servire” cambiano anche gli interessi e il modo di approcciarsi all’acquisto.

Un privato se compra da te desidera avere certe cose come la genuinità, la freschezza, la curiosità, la velocità di consegna ecc.

Mentre un’azienda se compra da te, fra le tante cose, vorrà ottenere questo e tanto altro ancora, come la possibilità di guadagnare di più, se rivenderanno quello che hanno comprato, di fare meno fatica nella preparazione dei pasti, far contenti i loro clienti.

Se ci fai caso solo un attimo vedi che le differenze sono sostanziali.

Per prima cosa devi capire quello che i tuoi clienti vorrebbero sentirsi dire e poi dirglielo in maniera che sia chiaro e comprensibile.

Ogni nicchia di mercato vuole sentirsi dire delle cose e sono quelle che gli dirai nella tua campagna marketing.

Vedo diversi produttori che non fanno nessuna distinzione nei messaggi pubblicitari e nella campagna di marketing, cercando di acchiappare tutti.

Questo non solo fa ottenere poco risultato e con la conseguenza maggiore di non farti posizionare nella mente dei clienti, ma creano un ulteriore danno di immagine.

Devi distinguere necessariamente i messaggi che fai ai diversi tipi di pubblico a cui ti rivolgi.

Devi calarti nei loro panni e capire quello che voglio sentirsi dire, è più facile a fare che a dire.

Se in un primo momento sembra difficile, quando ti approcci seriamente ad una strategia di posizionamento vedrai che alla fine non è così.

La scelta tra B2B e B2C diventa fondamentale per la tua azienda.

Mentre lavorare in B2C si ha un margine superiore di guadagno perché chiaramente vendere ai privati non c’è bisogno di fare particolari sconti, ma di contro venderai pochi pezzi alla volta e farai numerose spedizioni o consegne.

Nel B2B, cioè aziende che compreranno i tuoi prodotti per rivenderli venderai più articoli tutti in una volta, avrai una gestione delle vendite più fluida ma al tempo stesso i tuoi margini diminuiranno.

 

 

 

Vuoi lavorare in B2B o B2C?