Chi sono

Lascia che ti racconti una storia.

Come nelle maggior parte delle famiglie del sud Italia, anche se il lavoro principale non era in agricoltura, un pezzo di terra ogni famiglia lo doveva avere, era ed è nel DNA.

La mia famiglia non faceva eccezione a questa regola, un pezzo di terra era il “salvadanaio” oltre che una fonte di reddito.

Personalmente ho avuto un vero e proprio rifiuto per l’agricoltura, non c’era verso, non mi piaceva proprio, anzi per dirla tutta ho avuto un’infanzia traumatizzata dell’agricoltura.

Come puoi immaginare un tempo, sto parlando dei fine anni 70, le tecnologie erano poco diffuse, a parte la lavorazione del terreno e la semina gli altri lavori praticamente si dovevano svolgere a mano, dalla raccolta delle mandorle e delle olive a togliere i rami dopo la potatura, si doveva fare tutto a mano, una rottura di palle.

Questo tipo di attività non la vedevo per niente interessante, poco proficua e molto pesante, specialmente per un ragazzino di 13/14 anni che la domenica andava ad aiutare il papà in campagna, mentre gli amici se la spassavano, immagina l’entusiasmo.

La mia idea era completamente un’altra, volevo lavorare in proprio, ma non in agricoltura, però il senso di responsabilità mi portava a tacere e a fare quello che era giusto per tutta la famiglia.

Intanto a metà degli anni 80 iniziavo ad approcciarmi al marketing comprando “Manager” un’enciclopedia che parlava proprio di questo argomento.

Ero affascinato dall’idea che le aziende riuscissero a condizionare le nostre scelte di acquisto. Ma vivendo in un piccolo comune l’idea di creare un’agenzia che si occupasse di marketing svanì, non era il caso.

Dopo il diploma ho deciso di iniziare a lavorare e fare il venditore, ma di cosa?

Alla fine per tutta una serie di combinazioni, che non sto a spiegare ora, ho iniziato a vendere attrezzatura agricola, altro che stare lontano dalla terra, c’ero dentro fino al collo, ma non la mia, non curavo il pezzetto di terra che avevamo, anche perché di tempo non ne avevo proprio, a gestire l’azienda quello ci pensava mio padre.

Caso mai, capitava, che andavo in campagna, dove c’è una casa, a fare le grigliate.

Macinare chilometri su chilometri si, ma lavorare in campagna no.

Iniziai a sperimentare delle azioni di marketing che mi aiutassero nel lavoro che svolgevo e ben presto risultarono efficaci, non come volevo io ma comunque i risultati si vedevano.

All’epoca era tutto più facile, nessuno faceva niente e quel poco che facevo, per quel tempo, era fuori dal comune, tanto che per molti stavo sprecando denaro e tempo.

Per me era esattamente l’opposto, mi portavano dentro denaro e lavoro.

Con gli anni e il lavoro di venditore di attrezzatura agricola, mi accorgo che la maggior parte degli agricoltori segue la tendenza di zona, senza porsi neanche tante domande e chi se le poneva non sapeva trovare le risposte.

Intanto mio padre, visto che nel frattempo ha raggiunto una certa età, decide unilateralmente che mi debba occupare io della terra, non ne sono felicissimo, tutt’altro.

Non ho né il tempo né la voglia.

L’inizio non fu proprio dei più felici, andavo in campagna e non vedevo l’ora di andarmene.

Visto che si doveva fare, inizio a guardare il tutto sotto un altro punto di vista e scopro con mia grande sorpresa che mi piace curarla e gestire la piccola azienda agricola, che le possibilità sono enormi se solo sei informato a dovere.

Intanto nel 2008, vedendo un vuoto di informazione avevo deciso che era il caso di colmare questo vuoto e registro al tribunale una rivista bimestrale, dove reperire le informazioni lo sapevo, i contatti c’erano non restava che iniziare.

Inizio così a fare marketing per la mia attività editoriale.

Nel frattempo mio padre lascia questo mondo, avendo visto prima che quello che temeva maggiormente, che tutto andasse in rovina, non solo non è avvenuto ma si è anche armonizzato e implementato l’azienda.

Mi ritrovo così, non solo ad occuparmi fattivamente di agricoltura sebbene non ne sia mai stato veramente lontano, ma in questo caso ad andare in campagna a fare i lavori che si dovevano svolgere.

Da qui a trovare soluzioni per gli agricoltori su come migliorare le proprie attività il passo è breve.

La formazione acquisita con anni e anni di studio di marketing, focalizzazione e vendita, con i migliori formatori in Italia, ora viene trasferita ad altri, a chi trasforma da materia prima a prodotto finito chiudendo la filiera o a chi intende chiuderla e non vuole ritrovarsi con i prodotti in magazzino per non avere clienti o abbassare il prezzo fino a non guadagnarci pur di piazzarli.

L’idea comune è quella “intanto produco e poi si vedrà”, sei hai già iniziato devi correre ai ripari prima che l’angoscia ti assale e molli tutto quello che hai fatto, magari ti avvali o pensi di utilizzare piattaforme e-commerce di terzi come Amazon o EBay, con quale risultato?

Certamente qualcosa la stai vendendo o venderai, ma sei soddisfatto del tuo Brand?

E cresciuto come credevi?

La gente ti cerca indipendentemente da queste piattaforme che ti cambiano per un centesimo?

Ancora peggio pensi di utilizzare Facebook e inizi a comprare “mi piace” e fare post a pagamento per far conoscere la tua attività e i tuoi prodotti, ma ben presto ti accorgi che avere tanti Like e non sapere come trasformarli in clienti ti ha portato via tempo, denaro ed energia.

Ci passano quasi tutti in questa fase, lo so e probabilmente lo sai anche tu, ma è il quasi che fa la differenza, chi sa almeno le nozioni base utilizza queste risorse al meglio.

Chi incontrerai sarà invece quello che non avendo nessuna formazione in materia ti dirà “secondo me dovresti fare…” oppure, “prova a fare…” con la conseguenza che ti destabilizzeranno ancor di più.

Chi sa veramente non te lo verrà a raccontare, sicuramente avrà imparato a suer spese come e cosa fare, perché allora venirlo a raccontare a te!

Devi avere in mente le idee chiare.

L’idea di avere un brand forte sul mercato e non quella di tirare a campare.

L’idea dove i clienti ti cercano e soprattutto comprano da te.

Se ancora non hai iniziato devi partire con la marcia giusta, devi sapere cosa fare e se hai già iniziato devi correggere il tiro per evitare di essere in affanno.

È vero che hai l’entusiasmo, ma è anche vero che i problemi li stai solo rimandando e saranno ancora più gravi, ti verranno i sensi di colpa e penserai che hai sbagliato tutto, sarai tentato a mollare e per finire stai buttando denaro e tempo prezioso nel cesso.

Probabilmente stai già seguendo un formatore, ma non trovi e non ne troverai mai uno specializzato in questo settore, specializzato in marketing per aziende agricole che hanno chiuso la filiera come me.

Come ti dicevo, la mia esperienza non è solo teorica, fatta di corsi, libri e video, ma oltre a ciò è fatta sul campo, è dal 1992 che mi occupo di agricoltura, dal 2008 di marketing e dal 2012 che applico su me stesso e sulle mie attività quello che ho imparato di marketing e comunicazione integrata, sono anni di prove e ricerche che mi pongono come uno specialista nel settore, senza temere di essere smentito.

Ho selezionato tutta una serie di azioni che puoi fare fin da subito, che non sono generiche, dove devi essere tu a prendere quello che serve a te, per poi provarle e riprovarle fino a trovare la tua condizione ideale, ma sono azioni specifiche e concrete, pronte a essere utilizzate immediatamente.

A tale proposito ho organizzato e programmato un corso altamente specializzato e specifico per gli agricoltori che hanno chiuso la filiera o per chi si appresta a farlo.

Se vuoi aggredire il mercato devi assolutamente sapere cosa fare e non andare a caso sperando che la fortuna ti aiuti, ricorda, la fortuna è fatta dall’occasione che incontra la volontà. Questa è la tua occasione, ora occorre la volontà.

Scopri di più qui e prenditi la tua fetta di mercato.

Buon lavoro